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Diffamazione su Facebook: è sufficiente offendere anche senza fare nomi per commettere reato

Mar 26, 2022

Al giorno d’oggi è necessario prestare molta attenzione nell’utilizzo dei social network. A detta dei giudici italiani, rischia infatti una condanna per diffamazione aggravata chi offende su Facebook e ciò anche se non ha fatto nomi ma le brutte parole sono riconducibili alla persona presa di mira. Il monito arriva dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 10762 del 25 marzo 2022, ha respinto sul punto il ricorso di una donna che aveva scritto offese pesanti riferendosi a una conoscente, definendola nana per la bassa statura. I riferimenti che venivano fatti sulla bacheca di un’amica comune delle due, anche lei condannata in concorso, non lasciavano spazio a dubbi: le brutte espressioni erano rivolte proprio alla professionista “nana”. Gli Ermellini hanno motivato la decisione ricordando che la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso di una bacheca “Facebook” integra un’ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell’art. 595, comma terzo, c.p., sotto il Società e Costumecagliarilivemagazine.it

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